Certificati di Stato Civile in Italia: Guida Completa
Ti hanno chiesto un certificato di stato civile e non sai se quello che hai già in casa è valido, o se devi richiederne uno nuovo al Comune? O magari stai gestendo una pratica complessa — una successione ereditaria, un atto notarile, una domanda di cittadinanza per i tuoi figli nati all’estero — e hai bisogno di capire esattamente quale documento serve tra certificato, estratto e copia integrale?
La confusione è comprensibile. I termini si somigliano, i Comuni li usano in modo non sempre uniforme, e le procedure per ottenere i documenti variano a seconda del formato richiesto, dell’uso a cui sono destinati e del Comune competente. Ci sono anche variabili che molti ignorano: le annotazioni marginali, la distinzione tra uso in bollo e carta semplice, le regole diverse per l’uso all’estero.
Questa guida fa chiarezza su tutto. Trovi nel dettaglio cosa sono i certificati di stato civile italiani, quali formati esistono, quando serve ciascuno, come si richiede allo sportello o online, e cosa cambia quando il documento deve essere usato fuori dall’Italia. Per una panoramica completa sui certificati italiani — anagrafici e di stato civile, ti consiglio di consultare anche la guida generale. Questa si concentra specificatamente sugli atti di stato civile: nascita, matrimonio e morte.
I certificati di stato civile sono documenti ufficiali rilasciati dai Comuni italiani che attestano eventi fondamentali della vita di una persona — nascita, matrimonio, morte — registrati nei registri dello stato civile ai sensi del DPR 396/2000. Servono per pratiche legali, notarili, successorie, anagrafiche e per l’uso all’estero. Si richiedono allo sportello del Comune competente, tramite intermediario abilitato o — solo per alcune tipologie — tramite il portale ANPR.
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Il sistema dello stato civile italiano: come è organizzato
Lo stato civile è l’insieme dei registri pubblici in cui vengono annotati tutti gli eventi giuridicamente rilevanti che riguardano lo status di una persona fisica: la nascita, il matrimonio, la morte, ma anche il riconoscimento di paternità, l’acquisto o la perdita della cittadinanza, l’adozione, il divorzio, la rettifica del sesso e altri eventi analoghi.
In Italia ogni Comune tiene i propri registri di stato civile, divisi in quattro serie: registro degli atti di nascita, registro degli atti di matrimonio, registro degli atti di morte e registro degli atti di cittadinanza. Questi registri sono formati dall’ufficiale di stato civile — una figura nominata dal Sindaco — che ha il compito di ricevere le dichiarazioni, formare gli atti, conservarli e rilasciarne copie e certificati ai soggetti che ne facciano richiesta.
Il quadro normativo centrale è il DPR 396/2000 (Ordinamento dello stato civile), che ha riformato organicamente tutta la materia. Questo decreto regola la formazione degli atti, le annotazioni a margine, le rettifiche, il rilascio dei documenti e i diritti degli interessati. Prima del 2000 si applicava il RD 1238/1939, che ancora oggi è rilevante per interpretare gli atti storici formati sotto il vecchio ordinamento.
Una distinzione fondamentale da tenere a mente: i registri dello stato civile sono separati dai registri anagrafici. L’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) gestisce i dati anagrafici correnti — residenza, composizione del nucleo familiare — ma non ha accesso diretto agli atti originali di stato civile, che restano sotto la responsabilità di ciascun Comune. Questo spiega perché molti documenti di stato civile non si possono scaricare autonomamente dall’ANPR, a differenza di quanto avviene per i certificati anagrafici.
Per i documenti destinati all’uso internazionale, il quadro normativo si arricchisce di due convenzioni: la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (che ha introdotto l’apostille come sistema semplificato di autenticazione per i paesi aderenti) e la Convenzione di Vienna del 1976 (che ha istituito i certificati multilingue standardizzati, validi senza traduzione nei paesi aderenti). Conoscere la differenza tra le due è essenziale se devi usare un documento italiano all’estero — lo vedremo nel dettaglio più avanti.
I tre formati di documento: certificato, estratto e copia integrale
Questa è la distinzione più importante e quella che genera più confusione, anche tra chi conosce bene il sistema burocratico italiano. I Comuni rilasciano tre categorie di documenti a partire dagli stessi registri, con contenuti, finalità e valore giuridico diversi. Scegliere il formato sbagliato significa dover rifare la richiesta da capo.
Il certificato
Il certificato è il documento più sintetico. Attesta un dato fatto registrato nello stato civile — ad esempio che una persona è nata in una certa data, in un certo luogo, con un certo nome — senza riportare le annotazioni marginali che possono essere state aggiunte all’atto nel corso del tempo.
Cosa sono le annotazioni marginali? Sono tutte le integrazioni apportate all’atto originale dopo la sua formazione: un riconoscimento di paternità avvenuto anni dopo la nascita, una rettifica anagrafica, la trascrizione di una sentenza di divorzio, un cambio di nome per decreto, l’acquisto o la perdita della cittadinanza. Il certificato le omette completamente e riporta solo i dati essenziali così come erano al momento della prima registrazione.
Per questo motivo il certificato è adatto per usi ordinari, quando l’ente richiedente non ha bisogno di conoscere l’intera storia dell’atto. Esempi pratici: apertura di un conto corrente, iscrizione scolastica, domanda di prestito, alcune formalità INPS. Il certificato di nascita, il certificato di matrimonio e il certificato di morte sono i tre documenti principali di questa categoria.
L’estratto per riassunto dell’atto
L’estratto per riassunto è il formato intermedio — e il più richiesto nella pratica quotidiana. Riproduce il contenuto essenziale dell’atto originale, incluse tutte le annotazioni marginali aggiunte nel corso degli anni. È, in sostanza, una sintesi fedele dell’intero atto così come si trova nel registro al momento della richiesta — non come era quando fu formato la prima volta.
L’estratto è il documento richiesto da notai, avvocati, tribunali e consolati nella grande maggioranza dei casi, perché permette di ricostruire la storia giuridica completa della persona in relazione a quell’evento. Se una persona è stata adottata, riconosciuta da un genitore in un secondo momento, ha cambiato nome o cognome, o ha divorziato — queste informazioni compaiono nell’estratto ma non nel certificato semplice.
Puoi richiedere l’estratto per riassunto dell’atto di nascita, l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio o l’estratto per riassunto dell’atto di morte in base alla tua esigenza specifica.
La copia integrale dell’atto
La copia integrale è la riproduzione fedele e completa dell’atto originale iscritto nel registro, con tutte le annotazioni, le firme, i timbri e qualsiasi integrazione apposta nel tempo. È il documento più ricco di informazioni e, proprio per questo, il più difficile da ottenere: i Comuni la rilasciano solo a chi dimostra un interesse legittimo qualificato.
La copia integrale è richiesta in tre contesti principali. Il primo è la cittadinanza iure sanguinis: chi è discendente di italiani emigrati in Argentina, Brasile, USA o in altri paesi e vuole ottenere la cittadinanza italiana per via genealogica deve presentare le copie integrali degli atti degli antenati, spesso risalenti all’Ottocento o ai primi del Novecento. Il secondo contesto è la genealogia avanzata: la ricostruzione dell’albero genealogico su più generazioni. Il terzo è quello delle procedure consolari che richiedono la massima autenticità documentale.
Puoi richiedere la copia integrale dell’atto di nascita, la copia integrale dell’atto di matrimonio o la copia integrale dell’atto di morte. Questi documenti richiedono spesso tempi più lunghi rispetto al certificato semplice, perché i Comuni devono recuperare i registri storici e, in alcuni casi, digitalizzare atti che esistono solo in formato cartaceo. Per la cittadinanza iure sanguinis può essere usato anche l’estratto di nascita con indicazione dei genitori — di solito è quello più consigliato in quanto a livello pratico risulta più facile da tradurre.
I documenti di nascita: quale richiedere e quando
I documenti relativi alla nascita sono quelli richiesti con maggiore frequenza, sia per uso interno che per uso estero. Spesso la richiesta arriva in momenti delicati — una pratica di cittadinanza, una pensione, un’adozione — e avere il documento sbagliato può allungare i tempi in modo significativo.
Certificato di nascita
Il certificato di nascita attesta nome, cognome, data, ora e luogo di nascita, oltre al nome dei genitori. È il documento base, sufficiente per la maggior parte delle pratiche amministrative ordinarie: iscrizioni scolastiche e universitarie, domande all’INPS (pensione, invalidità, assegni familiari), formalità bancarie di routine, richiesta del codice fiscale per neonati, cambio di residenza.
Non riporta le annotazioni marginali: se sei stato adottato, se il tuo cognome è stato modificato per sentenza del tribunale, se c’è stato un riconoscimento tardivo di paternità, se hai acquisito o perso la cittadinanza — queste informazioni non compaiono nel certificato semplice. Per averle, hai bisogno dell’estratto.
Estratto per riassunto dell’atto di nascita
L’estratto per riassunto dell’atto di nascita è il documento più richiesto per le pratiche legali e per uso estero. Lo richiedono i notai per gli atti di compravendita immobiliare, i tribunali per le pratiche di adozione o separazione, i Consolati per l’iscrizione all’AIRE o per il rilascio di documenti di viaggio, le ambasciate straniere per la concessione di visti a lungo termine.
Contiene tutte le informazioni del certificato semplice più le annotazioni marginali: riconoscimenti di paternità o maternità, adozioni, rettifiche del nome o del cognome, cambi di sesso, trascrizioni di sentenze. È la fotografia completa dell’atto di nascita nella sua forma attuale, non come era al momento della prima registrazione.
Copia integrale dell’atto di nascita
La copia integrale dell’atto di nascita è il documento indispensabile per le pratiche di cittadinanza iure sanguinis. I Consolati e i Comuni che istruiscono queste pratiche richiedono la copia integrale perché permette di verificare tutti i dati dell’atto originale, incluse eventuali annotazioni che potrebbero incidere sul diritto alla cittadinanza. Per i discendenti di italiani emigrati in Argentina e Brasile prima del 1948, la copia integrale è quasi sempre il formato richiesto.
Per le ricerche genealogiche avanzate — quando si vuole ricostruire l’albero genealogico risalendo a bisnonni o trisnonni — la copia integrale è l’unico documento che garantisce la completezza delle informazioni. Gli atti storici del XIX secolo contengono spesso annotazioni preziose che non compaiono nei formati più sintetici.
I documenti di matrimonio: certificato, estratto e copia integrale
I documenti di matrimonio sono richiesti in contesti molto diversi tra loro: dalle formalità bancarie ordinarie alle pratiche notarili, dai procedimenti di divorzio alle trascrizioni di matrimoni celebrati all’estero. Capire quale formato serve evita richieste duplicate e ritardi.
Certificato di matrimonio
Il certificato di matrimonio attesta che due persone si sono unite in matrimonio in una certa data, in un certo luogo, davanti all’ufficiale di stato civile (o in chiesa con trascrizione civile nei registri comunali). Riporta i dati anagrafici degli sposi al momento del matrimonio.
È sufficiente per formalità ordinarie: alcune pratiche bancarie, cambio del cognome dopo il matrimonio, richieste assicurative che richiedono la verifica dello stato coniugale. Non riporta lo scioglimento del matrimonio né eventuali annotazioni successive: se il matrimonio è stato annullato, se c’è stata una separazione con accordo omologato dal tribunale, se uno dei coniugi è deceduto — queste informazioni non compaiono nel certificato semplice.
Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio
L’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio è il documento richiesto da notai e avvocati nella quasi totalità dei casi, perché riporta tutte le annotazioni marginali sull’atto: lo scioglimento del matrimonio per divorzio o morte, gli accordi di separazione trascritti, la rettifica degli estremi, le modifiche al regime patrimoniale.
È obbligatorio per gli atti notarili di compravendita immobiliare — il notaio deve verificare il regime patrimoniale dei venditori (comunione o separazione dei beni) — per le pratiche di divorzio in Tribunale, e per molte pratiche consolari. È anche il documento richiesto quando un matrimonio celebrato all’estero deve essere trascritto in Italia: il Comune italiano ha bisogno dell’estratto dell’atto estero per formare il proprio registro.
Copia integrale dell’atto di matrimonio
La copia integrale dell’atto di matrimonio è richiesta in casi specifici: pratiche consolari che richiedono massima autenticità, alcune procedure di rettifica degli atti, ricerche storico-genealogiche. Riporta la riproduzione fedele dell’atto originale, con i nomi e le firme dei testimoni, le dichiarazioni rese dagli sposi, e tutte le annotazioni apposte nel tempo.
I documenti di morte: quando e perché richiederli
I documenti di morte sono spesso richiesti in momenti di urgenza — immediatamente dopo il decesso di un familiare — oppure per pratiche successorie che possono iniziare anche mesi o anni dopo il decesso. È importante capire subito quale formato serve, perché richiedere quello sbagliato può bloccare pratiche urgenti.
Certificato di morte
Il certificato di morte attesta il decesso di una persona: nome, cognome, data, ora e luogo di morte. È il documento che serve immediatamente: per comunicare il decesso alla banca (sblocco dei conti), all’INPS (cessazione della pensione), all’assicurazione, al datore di lavoro per le pratiche TFR. In molti casi è sufficiente per sbloccare le pratiche più urgenti nei giorni successivi al decesso.
Va tenuto presente che non riporta le cause del decesso (quelle sono nel certificato necroscopico rilasciato dal medico) né eventuali annotazioni successive all’atto — ad esempio se la causa è stata accertata con perizia postuma o se c’è stata una rettifica.
Estratto per riassunto dell’atto di morte
L’estratto per riassunto dell’atto di morte è necessario per le pratiche successorie più articolate. La dichiarazione di successione — il documento che si presenta all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso — richiede spesso l’estratto quando comprende beni immobili o quote societarie. I notai lo richiedono quasi sempre per gli atti di successione e per il trasferimento di proprietà post-mortem.
È anche necessario quando il decesso riguarda una persona iscritta all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) o quando la pratica di successione si svolge davanti a un’autorità straniera — ad esempio per sbloccare conti bancari aperti in un altro paese.
Copia integrale dell’atto di morte
La copia integrale dell’atto di morte è richiesta in contesti più specifici: successioni internazionali complesse con beni in più giurisdizioni, alcuni procedimenti giudiziari, ricerche genealogiche avanzate. Riporta la riproduzione fedele dell’atto originale con tutte le dichiarazioni rese dai dichiaranti e le annotazioni apposte nel tempo.
Validità dei certificati: 3 mesi, 6 mesi o illimitata?
I certificati di stato civile, dal punto di vista giuridico, non scadono. Attestano un fatto storico — la nascita, il matrimonio, il decesso — che non cambia nel tempo. Un certificato di nascita emesso trent’anni fa attesta ancora oggi gli stessi dati di uno emesso ieri.
Tuttavia, la grande maggioranza degli enti richiedenti — banche, notai, tribunali, consolati, uffici pubblici — pretende che il documento sia emesso di recente, perché vogliono essere certi che non siano intervenute annotazioni successive all’ultima emissione. Un estratto di matrimonio emesso cinque anni fa potrebbe non riportare il divorzio avvenuto tre anni fa.
Le regole pratiche variano a seconda dell’ente: 6 mesi è la validità più comune richiesta da banche, assicurazioni ed enti pubblici; 3 mesi è invece spesso richiesta per pratiche notarili e giudiziarie. Per genealogia e ricerche storiche la data di emissione può essere meno rilevante, mentre per l’uso all’estero ogni paese ha le sue regole specifiche — verifica sempre con il Consolato o con l’ente straniero richiedente.
Il consiglio pratico: non richiedere mai il documento con troppo anticipo rispetto all’uso previsto. Se hai una pratica notarile fissata tra tre mesi, richiedi il certificato una o due settimane prima. I Comuni non rimborsano i diritti di segreteria se devi richiedere un secondo documento perché il primo non è più accettato.
Documenti di stato civile per uso estero: apostille, multilingue e traduzione giurata
Quando un documento italiano deve essere usato in un paese straniero, non basta il documento così come lo rilascia il Comune. Le autorità estere devono poter verificare l’autenticità del documento italiano e, spesso, devono poterlo leggere nella propria lingua. Esistono tre soluzioni — che possono combinarsi tra loro — a seconda del paese di destinazione.
L’apostille
L’apostille è un timbro di autenticazione che certifica l’autenticità della firma e del sigillo dell’autorità che ha rilasciato il documento. In Italia la appone la Prefettura. Vale per tutti i paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 — oggi oltre 120 paesi, tra cui USA, Canada, Argentina, Brasile, Australia, Germania, UK, Spagna, Francia, Svizzera, Portogallo, Grecia e molti altri.
Il processo prevede due passaggi: prima si ottiene il documento dal Comune, poi si porta alla Prefettura per l’apposizione dell’apostille. ClickCertificati gestisce entrambi i passaggi in un’unica richiesta. Puoi richiedere il certificato di nascita apostillato, il certificato di matrimonio apostillato o il certificato di morte apostillato.
Il certificato internazionale multilingue
Il certificato internazionale multilingue è un formato standardizzato introdotto dalla Convenzione di Vienna del 1976, riconosciuto direttamente dai paesi aderenti senza necessità di traduzione giurata. È particolarmente utile per i paesi europei che hanno aderito alla Convenzione: Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera, Grecia, Turchia e altri. Puoi richiedere il certificato di nascita internazionale, il certificato di matrimonio internazionale o il certificato di morte internazionale.
La traduzione giurata
Quando il paese di destinazione richiede che il documento sia comprensibile nella lingua locale, occorre aggiungere una traduzione giurata: una traduzione certificata da un traduttore ufficiale, asseverata davanti a un Tribunale. ClickCertificati offre questo servizio integrato in un’unica pratica.
ANPR e documenti di stato civile: cosa puoi scaricare da solo e cosa no
Dal 2021 il portale ANPR permette ai cittadini italiani con SPID o CIE di scaricare gratuitamente alcuni certificati anagrafici — residenza, stato di famiglia, esistenza in vita, stato civile nel senso anagrafico. Questa funzionalità ha semplificato molte pratiche ordinarie.
Tuttavia, ANPR presenta limiti significativi per gli atti di stato civile in senso tecnico. Non puoi ottenere tramite ANPR: estratti per riassunto (richiedono l’accesso ai registri originali del Comune), copie integrali degli atti, documenti con annotazioni marginali, certificati apostillati o internazionali, registri storici precedenti alla digitalizzazione, documenti per persone iscritte all’AIRE.
Chi può richiedere i certificati di stato civile
I certificati di stato civile sono atti pubblici: in linea generale, chiunque abbia un interesse legittimo può richiederli. Non è necessario essere la persona a cui si riferisce il documento, né un familiare diretto. Un avvocato può richiedere il certificato di nascita del suo cliente, un genealogista può richiedere i documenti di un avo, un notaio può richiedere l’estratto di matrimonio delle parti di un rogito.
Le copie integrali degli atti e gli estratti hanno un regime più restrittivo. Il DPR 396/2000 prevede che possano essere rilasciate solo alle persone cui l’atto si riferisce, ai loro discendenti o ascendenti diretti, o a chi dimostri un interesse legittimo qualificato e giuridicamente tutelato. I Comuni valutano caso per caso e possono chiedere documentazione a supporto della richiesta.
Per i documenti di persone defunte il regime è più ampio: chiunque abbia un interesse successorio o genealogico documentabile può richiedere i documenti, anche senza essere un parente stretto. Quando richiedi un documento tramite ClickCertificati, non hai bisogno di presentarti allo sportello né di produrre deleghe: compili la richiesta online e il servizio gestisce la richiesta formale al Comune per tuo conto.
Come si richiedono i certificati di stato civile
Esistono tre modalità principali. Allo sportello del Comune competente (quello in cui è stato registrato l’atto): i documenti semplici sono spesso pronti in giornata nei Comuni grandi, mentre estratti e copie integrali possono richiedere settimane. Il limite principale è che devi recarti fisicamente al Comune giusto — se sei nato a Napoli e vivi a Torino, devi rivolgerti al Comune di Napoli.
Per posta, email o PEC: molti Comuni accettano richieste formali scritte con copia del documento di identità e pagamento dei diritti di segreteria. I tempi variano da pochi giorni a oltre un mese.
Tramite intermediario: è la soluzione più pratica quando non puoi recarti allo sportello, vivi all’estero, o hai bisogno di un documento apostillato o internazionale senza gestire più passaggi separati. ClickCertificati si occupa dell’intero iter e spedisce il documento ovunque nel mondo.
Come richiedere i certificati di stato civile con ClickCertificati
ClickCertificati richiede certificati anagrafici e di stato civile ai Comuni italiani per conto di privati, famiglie e professionisti — notai, avvocati, agenzie per la cittadinanza, genealogisti — con spedizione in tutta Italia e nel mondo. Il servizio è operativo su tutti i 7.900 Comuni italiani e si basa su 10 anni di esperienza nel settore, con una rete consolidata di rapporti con gli uffici di stato civile di tutto il paese.
Scegli il tipo di documento, indica i dati della persona di riferimento e il Comune di registrazione, specifica l’uso previsto e se hai bisogno di apostille, traduzione o formato internazionale. Il servizio gestisce tutto il resto: richiesta al Comune, ritiro, eventuale apostille in Prefettura, traduzione se necessaria, spedizione.
Il servizio è particolarmente utile se vivi in una città diversa da quella di registrazione dell’atto, sei iscritto all’AIRE, hai urgenza, stai gestendo una pratica di cittadinanza iure sanguinis che richiede documenti da più Comuni, o hai bisogno di certificati storici risalenti a decenni fa.
Domande frequenti sui certificati di stato civile
Cos’è esattamente un certificato di stato civile e a cosa serve?
È un documento ufficiale rilasciato dal Comune che attesta un evento registrato nei registri dello stato civile: nascita, matrimonio o morte. Certifica un fatto giuridicamente rilevante e viene rilasciato in tre formati: certificato sintetico (dati essenziali), estratto per riassunto (con annotazioni marginali) e copia integrale dell’atto (riproduzione fedele dell’originale). La scelta del formato dipende dall’uso previsto e dalle indicazioni dell’ente richiedente.
Qual è la differenza tra certificato, estratto e copia integrale?
Il certificato riporta solo i dati essenziali senza le annotazioni successive all’atto originale. L’estratto per riassunto include tutte le annotazioni marginali — riconoscimenti di paternità, rettifiche, trascrizioni di sentenze, cambi di nome — ed è richiesto da notai, tribunali e consolati. La copia integrale è la riproduzione fedele e completa dell’atto, necessaria per la cittadinanza iure sanguinis e la genealogia avanzata.
I certificati di stato civile hanno una scadenza?
Tecnicamente no: attestano un fatto storico immutabile. Tuttavia la maggior parte degli enti — banche, notai, tribunali, consolati — accetta solo documenti emessi di recente, tipicamente entro 3 o 6 mesi dalla data di rilascio. Per uso all’estero, ogni paese e ogni Consolato ha le proprie regole. Verifica sempre con l’ente richiedente prima di fare la richiesta, per non dover ripetere l’iter per un documento scaduto.
Posso richiedere un certificato di stato civile per un familiare o per una persona deceduta?
Sì. I certificati semplici possono essere richiesti da chiunque abbia un interesse legittimo — familiare, erede, avvocato, notaio, genealogista — senza bisogno di delega. Le copie integrali degli atti e gli estratti sono soggetti a criteri più restrittivi: il Comune valuta la sussistenza di un interesse legittimo qualificato. Per i documenti di persone defunte il regime è più ampio: chiunque abbia un interesse successorio o genealogico documentabile può richiedere i documenti.
Quando serve l’apostille e quando basta il certificato internazionale?
L’apostille è necessaria per i paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja del 1961 — tra cui USA, Canada, Argentina, Brasile, Australia, UK. La appone la Prefettura italiana. Il certificato internazionale multilingue è invece il formato ideale per i paesi europei che hanno aderito alla Convenzione di Vienna del 1976 — Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Svizzera — perché non richiede il passaggio in Prefettura e viene riconosciuto direttamente.
Quanto tempo ci vuole per ottenere un certificato di stato civile?
I tempi variano a seconda del Comune e del tipo di documento. Per un certificato semplice con sportello fisico, spesso è disponibile in giornata. Per estratti e copie integrali, specialmente atti storici, i Comuni possono richiedere da una settimana a oltre un mese. Tramite ClickCertificati monitoriamo costantemente lo stato della pratica e interveniamo per accelerare i tempi, comunicandoti la data di disponibilità del documento.
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ClickCertificati è un servizio di intermediazione amministrativa specializzato nella richiesta, nel ritiro e nella consegna di certificati anagrafici e di stato civile rilasciati dai Comuni italiani.
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